CASA DEL PIACERE contiene Tette di Ragazze e Porno Epoca con Erotismo dei primi del Novecento, estremamente Sensuale e spesso Provinciale

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31.03.06

Diventare una donna

Non avrei mai pensato che quella estate sarei diventata davvero una donna e che avrei scoperto in cosi breve tempo tutti i piaceri della carne.

Sono una ragazza carina, da quanto dicono gli altri, anche se a ma sembra di essere normale. Ho 25 anni adesso e molte esperienze alle mie spalle ormai ma solo ora trovo la curiosità e la voglia di raccontare cosa è successo quella estate di quasi dieci anni fa, avevo 16 anni all’ epoca, moretta con i capelli lunghi occhini scuri.. le tettine stavano in piena crescita dure e appuntite e…un culetto davvero bello tondo e sodo…. Ne ero fiera ; di sesso sapevo poco e da poco avevo cominciato a conoscere ed esplorare il mio corpo. Alcune mie amiche mi avevano già raccontato di avere fatto sesso con qualche ragazzo e che l’ esperienza era stata entusiasmante.. a parte le primissime volte. Io invece avevo solo da poco incominciato a lasciarmi andare con qualche ragazzo che mi piaceva e appartarmi in macchina con lui a pomiciare. Lasciavo che le sue mani esplorassero il mio corpo mentre mi ritrovavo in mano il loro sesso duro e facevo andare la mano fino a quando non mi inondavano con il loro sperma caldo. Mi piaceva la sensazione del liquido caldo sulla pelle…spalmarlo… Freddo e pioggia... Qualcuno di loro aveva provato ad infilarmelo in bocca ma ancora non mi sentivo pronta.. solo qualche volta avevo provato a sbaciucchiarlo, e comunque mi sembrava potesse essere piacevole. Solo ceh forse non erano in grado di scatenare tutta la mia libido. Anche quando mi toccavano tra le cosce la mia fighina era si piacevole ma non come mi sarei aspettata.. non credo di avere mai avuto un vero orgasmo, era piacevole si, ma non raggiungevo il paradiso. Invece avevo cominciato a scoprire io il mio corpo. Avevo cominciato a masturbarmi già verso i 13 anni, ma solo dopo che abbiamo parlato tra amiche ho imparato cbene come fare. Anzi a dire il vero un pomeriggio ci siamo chiuse in camera io e serena, la mia migliore amica, e confidenza dopo confidenza.. siamo finite entrambe con gli slip abbassati alle ginocchia a toccarci una davanti all’ altra.

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Quella estate, come gli anni precedenti, siccome i miei lavoravano e non volevano ceh rimanessi in città, approfittavano della gentilezza della zia Giovanna che abitava in una bella casetta in campagna e da quando era rimasta vedova , ancora giovane, mi ospitava cortesemente per un mese…”cosi mi fa compagnia e prende un po’ di aria buona ”.. diceva sempre ai miei ed anche io rimanevo volentieri perché la zia Giovanna era giovanile simpatica ed estroversa per i suoi 42 anni…ed era ancora una gran bella donna. Invidiavo il suo seno prosperoso, due tette grosse e dure ancora, che esibiva con orgoglio in abiti aderenti… ma comunque anche il resto non era per niente male, anzi dimostrava almeno 5 anni di meno di quelli che aveva in realtà. Passavamo diversi pomeriggi ad abbronzarci tranquillamente in giardino a chiacchierare e spettegolare dei paesani..o degli uomini in generale. Ormai mi vedeva come una piccola donna e non mi considerava più come una ragazzina e questo mi faceva piacere. A volte ..mi strizzava l’ occhio e diceva “ci abbronziamo un po’ di più ?” e cosi sfilava il piccolo reggiseno che a fatica le copriva i seni per abbronzare anche le sue belle tettone. Dai fallo anche tu mi diceva, io le prime volte ero imbarazzata ma lei insisteva..diceva che non dovevo essere cosi inibita e che la vita andava e vissuta senza esitazione. A volte pensavo a mia zia e mi chiedevo come mai non si fosse più risposata, anzi una volta ne abbiamo pure parlato, ma lei mi rispose che era comunque felice cosi, aveva qualche storia e si godeva la vita senza pensare molto al domani. Infatti ogni tanto si affacciava alla mia camera, tutta agghindata in tiro, bellissima e sensuale avvisandomi che usciva e sarebbe rientrata tardi…mi strizzava l’occhiolino e spariva con uno svolazzare dei suoi vestitini leggeri e semitrasparenti. Io quasi tutte le sere appena infilata nel mio lettino ne approfittavo per accarezzarmi. Il sole del pomeriggio, i discorsi, finivano per mettermi sempre un gran prurito fra le cosce e cosi mi masturbavo a lungo ..spesso fino a sfinirmi od addirittura a volte addormentarmi con ancora le dita infilate nella mia figa che ormai poteva ostentare un delizioso ciuffetto di peli sopra il monte di venere che continuava in una strisciolina fino al perineo. Mi piaceva masturbarmi protraendo a lungo il piacere prima di godere anche se sinceramente non ero mai riuscita ad arrivare a degli orgasmi forti ed intensi come li immaginavo o come raccontavano le mie amiche. Mi piaceva aspirare il profumo che della mia passerina rimaneva a lungo sulle dita o sul pelo.

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Una sera però mentre riprendevo fiato dopo avere goduto sentii un gemito familiare provenire dalla camera della zia che confinava con la mia, cosi incuriosita mi inginocchiai sul letto appiccicando l’ orecchio alla parete per sentire meglio. Potevo sentire i suoi gemiti soffusi ma prolungati, evidentemente era cosi eccitata che non gli era bastata l’ uscita pomeridiana con qualcuno dei suoi amici per calmare i suoi ardori e si stava masturbando gustosamente. Assieme ai suoi gemiti cominciai poi a sentire un ronzio che aumentava sempre più mentre anche i suoi gemiti si facevano più acuti fino a quando l’ ho sentita godere con un gemito strozzato probabilmente nel tentativo di non farsi sentire da me. Mi aveva incuriosito quel ronzio.. doveva essere un vibratore, me ne aveva parlato la mia amica Serena che l’ aveva visto nel comodino di sua madre e qualche volta l’ aveva provato mentre lei non c’ era e cosi mi ripromisi di dare una occhiata appena possibile per soddisfare la mia curiosità. Il giorno seguente mentre prendevamo il sole in giardino mia zia stranamente fini a parlare di masturbazione..forse immaginava o temeva l’ avessi sentita ieri sera, cosi finii per confidarmi con lei raccontandole che lo facevo spesso. Lei mi accarezzo teneramente il viso dicendo che non dovevo essere imabarzzata era normale, anzi, “più lo fai e più impari a conoscere il tuo corpo e quello di cui ha bisogno mia cara”. Cosi tutte le sere mi masturbavo pensando che anche zia giovanna stava facendo lo stesso dall’ altra parte del muro e questo mi eccitava cosi tanto che mi bastavano pichi minuti per godere. Ogni tanto mi capitava di sentirla e cosi come la prima volta, mi appiccicavo alla parete e mi masturbavo cercando di godere assieme a lei. L’ occasione di cercare il suo vibratore capitò dopo alcuni giorni. Zia Giovanna disse che sarebbe uscita il pomeriggio e rientrare la sera tardi ed io le dissi che avrei fatto una bella passeggiata nei campi. Cosi uscimmo praticamente assieme ed io per un pò milasciai effettivamente andare ad una bella camminata ma dopo un’ ora ero già di ritorno con una idea fissa in testa ; provare il giocattolo di Giovanna. Cosi mi diressi direttamente verso la sua camera senza pensare ad altro che a quello..senza notare i segni di un suo anticipato rientro; aprii decisa la camera della zia entrando di un passo e ciò che vidi mi lasciò impietrita.

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Giovanna, gemendo, si stava facendo scopare alla grande da un amico che avevo già visto alcune volte e che frequentava la sua casa. Lei stava sotto di lui che le teneva le cosce ben aperte mentre la montava a tutto spiano….dopo qualche secondo giovanna apri gli occhi e mi vide ..pietrificata sulla porta e blocco i suoi movimenti che andavano incontro alle spinte vigorose che le dava l’ uomo.. finchè anche lui capì che qualcosa non andava e si fermo girandosi verso di me. Non avevo mai visto gli occhi di Giovanna cosi lucidi e carichi di lussuria di voglia di sesso che le sprizzava da tutti i pori. Evidentemente contava nel fatto ceh anche io sarei stata fuori tutto il pomeriggio e cosi decise di approfittare del suo comodo lettone per scopare il suo amico. Appena vidi la scena aprendo la porta sentii un fremito fra le mie cosce ed un flusso umido colarmi dalla figa. Mia zia, con gesto delicato, lo spinse via da lei che si sdraio accanto e potei cosi vedere il suo cazzo gonfio e congestionato lucido dei suoi umori, del suo succo di figa; lo fissai a lungo, non ne avevo visto ancora cosi lungo e gonfio. Giovanna dopo un attimo di esitazione si alzo mostrando un corpo davvero superbo; il seno ceh già conoscevo grande e sodo ma anche una linea snella con i fianchi torniti e soprattutto un gran bel culo. La sua figa era quasi completamente rasata, solo una strisciolina di pelo sul monte di venere ma le labbra erano belle sporgenti e liscie…una albicocca gonfia e matura. Giovanna venne decisa verso di me mi prese per un braccio e mi fece entrare portandomi vero il letto dove marco, questo il nome del suo amico, mi osservava betatamente la scena masturbandosi lentamente per mantenere la sua potente erezione e appena giunta vicino prese il mio vestitino e me lo sollevo il alto sulla testa sfilandolo e lasciandomi con solo le minuscole mutandine aderenti di cotine bianco che portavo sotto. Le mie tettine libere puntavano verso di lui ed io ero come ipnotizzata e mi lasciavo fare tutto. Dopo qualche attimo in cui cominciai ad ansimare piano chiudendo gli occhi, Giovanna mi accompagno sul letto facendomi accomodare tra loro. Ormai ero il loro giocattolo ero completamente nelle loro mani ed avevano deciso ceh dovevo diventare una vera donna e conoscere il vero piacere… ed io ero d’accordo ed ormai assolutamente incapace di rinunciarvi.

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Postato il 31.03.06 15:05